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Tesla preferisce Android Wear ad Apple Watch (video)

Tesla Motors, l’azienda americana specializzata nella produzione di veicoli elettrici, ha realizzato un’app per Apple Watch e dopo essere stati contattati da Google, ha iniziato a lavorare anche su Android Wear. In un post gli sviluppatori hanno voluto condividere la loro opinione sulle due piattaforme.

Come ormai saprete Android Wear e Apple Watch hanno un diverso approccio nei confronti degli smartwatch: da una parte troviamo un sistema basato sui comandi vocali e le notifiche, con Google Now al centro dell’esperienza, dall’altra le app, con tanto di un vero e proprio launcher.

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La soluzione di Google è piaciuta particolarmente agli sviluppatori di Tesla, soprattutto grazie alla possibilità di creare un’apposita watchface che mostra informazioni rilevanti, oltre alla maggiore flessibilità della piattaforma di BigG. Certo, non mancano le critiche, come quella ai comandi vocali ancora troppo lenti, ma il sistema operativo di BigG viene senza dubbio promosso.

Se siete sviluppatori particolarmente interessanti all’argomento cliccate sul link alla fonte per leggere tutte le interessanti riflessioni, mentre per tutti gli altri date un’occhiata al video della demo di quest’app per Android Wear qui sotto.

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Apple Watch fa vendere più Pebble Time

Qualora non vi fosse giunta voce, nonostante manchino ancora 12 giorni al termine della campagna, Pebble Time (e Pebble Time Steel) è ampiamente il progetto più finanziato di sempre su Kickstarter. Sin dal primo giorno questo smartwatch con schermo e-paper ha ottenuto un enorme successo, ma di recente ha avuto una nuova impennata di acquirenti. Il motivo dietro questo rinnovato interesse è da ricercare (ovviamente) in Apple Watch.

Il dispositivo indossabile della mela è stato presentato lo scorso lunedì e, verosimilmente, da allora un numero sempre crescente di persone ha iniziato ad informarsi sul mercato smartwatch, scoprendo Pebble Time.

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Il CEO di Pebble ha riferito che si aspettava una situazione del genere, ma le cifre sono andate persino oltre le sue aspettative: la domenica prima dello Spring Forward di Apple, i finanziamenti di Pebble aumentavano di circa 6.000$ all’ora; il giorno della presentazione si è passato a 10.000$ all’ora e il 10 marzo, un giorno dopo la presentazione, si è arrivati addirittura a 16.000$ all’ora, quasi il triplo rispetto alle 48 ore precedenti.

Ricordiamo anche che Apple Watch sarà in vendita dal 24 aprile e si prospetta essere un grande successo commerciale: voi da che parte state? Meglio Apple Watch o Pebble Time?

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Editoriale: Cosa ne pensiamo del nuovo Macbook 12 e di Apple Watch

Nella serata di ieri Apple ha presentato le sue due principali novità tanto attese: il nuovo MacBook 12 (che non è né un Air né un Pro, lasciando quasi presagire l’alba di una nuova serie unificata), e l’Apple Watch, il primo smartwatch dell’azienda di Cupertino, ampiamente annunciato, e finalmente realtà.

Vi abbiamo già descritto entrambi i prodotti, quando arriveranno sul nostro mercato, ed anche il prezzo al dettaglio, ma cosa ne pensiamo in realtà? Come nostra consuetudine con gli eventi più grandi o comunque con quelli che più stimolano la discussione qui in redazione, abbiamo realizzato una carrellata di opinioni diverse, da parte di ciascuno di noi.

Apple Watch, fuga ogni dubbio sui vostri gusti

Diciamo la verità l’Apple Watch non porta molto di nuovo nel panorama degli smartwatch, se avete seguito la breve e ancora in corso evoluzione di questo tipo di indossabile, avrete certamente notato che rispetto alle prime versioni le funzioni introdotte sono state piuttosto poche.

L’alternativa di Apple cerca di distinguersi dai sistemi più “aperti” come Android Wear o da quelli proprietari come Pebble puntando più che sul lato software, sulla scelta del design, reso particolare anche dalla Corona Digitale, e dei materiali.

L’impressione è che con questo Watch, più che all’innovazione tecnologica, Apple abbia puntato a creare un nuovo oggetto di cult, non necessariamente utile o insostituibile, ma che rifletta sul polso quello che viene portato in tasca.

Infatti se molti degli altri smartwach, sopratutto gli ultimi modelli, stanno puntando verso una linea che riprenda quella dei normali orologi, Apple ha voluto creare un oggetto che con una rapida occhiata sia facilmente identificabile.

Saranno forse proprio queste le caratteristiche che porteranno al successo Apple Watch? Alcuni analisti stimano in decine di milioni le sue vendite, una cifra decisamente alta, ma potenzialmente plausibile considerando la vasta e solida base di fan che la mela morsicata ha saputo assicurarsi nel corso degli anni.

Cosimo Alfredo Pina

Una porta può bastare, ma non ti invierò mai il mio battito cardiaco

Partiamo dal MacBook. Bello (a patto che tu non lo voglia oro, chiaro). All’interno di questo prodotto c’è tanta di quella innovazione che sembra quasi che per Apple Watch non fosse rimasto quasi più tempo. Apple è l’unica, in questo mercato, che si pone un obiettivo, in questo caso leggerezza e sottigliezza, e fa di tutto per perseguirlo. Abbiamo quindi ottenuto: nuove batterie a strati per utilizzare tutto lo spazio possibile, touchpad migliorato con più livelli di sensibilità e una nuova tastiera più robusta e sottile allo stesso tempo. La porta però è una sola. Forse l’azienda ha osato troppo, ma almeno lo ha fatto utilizzando uno standard, quello dell’USB Type-C. Il fatto che sia ancora presente il jack audio può sembrare poco, ma è già molto. Certo non sarà un computer per tutti, ma la strada intrapresa è questa e gli altri seguiranno. Il fatto che si chiami solo MacBook la dice lunga.

Apple Watch invece al momento non riesce a convincermi. Funzionerà sicuramente benissimo, come tutti i prodotti Apple, ma non ha quel qualcosa in più per renderlo davvero interessante. In tal senso l’unica esclusione (positiva quindi!) è per la possibilità di pagare con Apple Pay al polso. Per il resto vi prego ditemi che quegli steaker orrendi da mandare agli altri amici (con Apple Watch) sono uno scherzo. Invio del battito cardiaco compreso.

Emanuele Cisotti

Il portafoglio non pesa a nessuno

Sono deluso. La fine di un evento imbastito da Apple coincide con una serie di casi scontati, tra i quali si annoverano i commenti indignati degli utenti. Non travisatemi, però: ammetto che io stesso seguo queste occasioni per poi partecipare ad eventuali confronti con amici. Quindi dovete commentare.

E allora, perché sono deluso? Non di certo dai prodotti presentati; in fin dei conti, non mi aspettavo alcunché. Del resto, il mondo Apple al momento non mi tange più di tanto, a parte quella giusta dose di curiosità che alberga in ogni amante della tecnologia.

Quindi, da che cosa scaturisce la mia delusione? Senz’altro dal piattume delle tematiche dei commenti, sia quelle degli utenti, che ancora continuano a rimuginare sul prezzo esagerato dei prodotti Apple, come se fosse una novità, che quelli dei media tradizionali, che seguono la tendenza che affibbia ad Apple il merito di “nuove frontiere della tecnologia” quando i cinesi fanno smartwatch da molto più tempo di loro.

E poi basta con i commenti che dipingono il MacBook come una ossimorica truffa legalizzata, urlando allo scandalo e sottolineando che alla metà del prezzo ci si fa un PC con il triplo delle caratteristiche. Davvero nel 2015 bisogna dirvi perché la gente acquista questo tipo di prodotto?

Caspita ragazzi, diamoci un taglio. Ci sono cose più interessanti su cui discutere. Tipo, non so: come dite? L’Apple Watch? No, dai, quello è brutto e costa quanto una macchina!

Giorgio Palmieri

Due ottimi prodotti che non comprerò

Durante l’evento noto come Spring forward abbiamo finalmente avuto il piacere di conoscere gli attesissimi Apple Watch e MacBook 12. Partirò da quest’ultimo per sottolineare che è esattamente il portatile che avrei sempre voluto (o quasi). Trovo che il MacBook sia esteticamente meraviglioso, il display Retina da 12″ è un ottimo compromesso tra funzionalità e portabilità estrema e, passando buona parte della mia vita a scrivere, sono davvero curioso per la nuova tastiera. Tuttavia, nonostante apprezzi infinitamente la scelta di eliminare ogni connettore proprietario per affidarsi unicamente alla USB Type-C, è proprio la scelta di un unico ingresso di questo tipo che mi frena. Amo il mio Air perché è l’apoteosi della portabilità: l’idea di dover girare con un adattatore anche solo per collegare una chiavetta mi risulta davvero impensabile. D’altronde, chi altri se non Apple avrebbe potuto spingere su questo standard?

Passando ad Apple Watch, nonostante la presentazione non abbia svelato nulla che non fosse già noto, complessivamente ho apprezzato questo smartwatch, che personalmente non mi dispiace del tutto neanche al livello estetico (a differenza della maggior parte del mondo, a quanto pare). Può funzionare l’idea della corona digitale mentre trovo davvero terribile l’idea dei disegnini e il battito cardiaco da inviare agli amici. Il problema fondamentale, tuttavia, è la mia avversione agli smartwatch attuali: nonostante mi piacerebbe l’idea di leggere le notifiche dal polso, continuerò a non comprare un dispositivo indossabile che deve essere ricaricato ogni giorno (per la gioia del mio portafoglio, visto il costo!).

Giuseppe Tripodi

Apple re-inventa il MacBook (e l’orologio?)

Il grande protagonista dello Spring Forward firmato Apple doveva essere il così detto Apple Watch, ma a mio avviso l’attenzione del pubblico e dei media è stata catalizzata dal nuovo MacBook, un prodotto incredibile sia da un punto di vista positivo che negativo. Positivo perché come al solito Apple riesce ad insegnare ai produttori di Laptop come si realizza un prodotto di qualità (leggero, ampia autonomia, materiali di qualità) dotato di un sistema che, se non avete mai provato un Mac, non avete modo di capire quanto possa incrementare la vostra produttività. Positivo anche il fatto che il connettore presente non sia proprietario, ma bensì un USB type-C che si spera diventi presto lo standard. Ed è purtroppo qui che casca l’asino: il solo connettore è stata una scelta obbligata per mantenere compatti peso e dimensioni, ma costituisce contemporaneamente il più grande punto debole di un prodotto altrimenti (quasi) perfetto.

Che dire invece dell’Apple Watch: se, come ho letto in un commento di un utente particolarmente ispirato, un tale dispositivo serve a Samsung, LG e compagnia bella (in realtà l’utente citava solo Samsung) come ispirazione per produrre un prodotto migliore di quelli attuali (per carità l’autonomia, vi prego!) ben venga! Ma non posso certo dirmi sorpreso delle sue funzionalità: è come avere un iPhone al polso, tanto vale non avere l’iPhone! Tralasciamo il fattore prezzo che è un po’ come sparare sulla croce rossa.

Lorenzo Delli

Apple tra il MacBook più bello e il Watch più brutto

Si possono muovere molte critiche nei confronti di Apple, ma la sua capacità nel design è una delle armi che hanno contraddistinto e reso celebre la compagnia di Cupertino nel mondo. Così, il nuovo MacBook è bellissimo, pesa meno di un chilogrammo, ma forse cerca a tal punto il futuro da dimenticare il presente. Un solo connettore è una scelta azzardata: e se volessi collegare un monitor al portatile mentre è in ricarica? Possibile che abbia bisogno di un adattatore per tale operazione?

Apple Watch rappresenta un mistero per me: come un prodotto così brutto sia uscito dagli uffici dell’azienda più ricca al mondo non me lo so spiegare. La user experience doveva essere semplificata dalla rotellina, ma nelle demo di Apple questa non ha avuto un ruolo rilevante, riuscendo soltanto a farmi rimpiangere l’interazione con Android Wear, ben più intuitivo seppure non privo di difetti.

La vera prova di forza di Apple poi sta nello smartwatch da 17.000$: un prodotto che non ha il minimo senso (a quella cifra potete comprare un orologio di lusso, più bello e che non sarà obsoleto tra un paio d’anni) ma Apple riuscirà a venderne. Perché è Apple.

Lorenzo Quiroli

L’età dell’oro di Apple

La vera novità dell’evento Apple di ieri è stata l’introduzione del MacBook oro, a fianco dello Watch del medesimo colore: in questo modo sarà possibile avere smartphone, orologio e PC tutti e tre dorati. Unite al tutto una bella catenella, e di certo non passerete inosservati. Scherzi a parte, ho seguito con molto interesse l’evento di Apple, anche perché ogni volta che c’è una presentazione di questo tipo mi preoccupo sempre per il mio portafoglio, ma questa volta posso dormire sonni tranquilli.

Il nuovo MacBook 12 è molto interessante, e sono contento che Apple abbia percorso la strada dell’USB Type-C: finalmente, entro i prossimi anni, il mondo avrà uno standard unico, che non farà distinzioni di sistema operativo, razza o colore, e soprattutto sarà uno standard efficiente e semplice (anche solo per il fatto di non dover badare al lato in cui collegare l’ingresso). Se Apple fosse rimasta sul MagSafe questo non sarebbe potuto accadere, ma per fortuna non sarà così. Peccato che per il mio modo di lavorare una sola porta sia insufficiente: uscita video, lettore SD, ed almeno una porta USB, oltre a quella di alimentazione, sono per me necessarie. L’adattatore, oltre che caro, è insufficiente a questo scopo, e scomodo da portare a giro. Peccato perché il nuovo MacBook sembra “perfetto” in tutto il resto: dal display, alla tastiera, al nuovo touchpad, passando per gli speaker posti fra tastiera e schermo, ed arrivando anche al prezzo, meno eccessivo di quanto avrebbe potuto essere (ma sono necessari almeno 89€ in più per il suddetto adattatore).

Apple Watch è invece stata la delusione annunciata. Fior fiori di analisti avevano previsto vendite esorbitanti per l’orologio della Mela, ma sinceramente non so davvero se nemmeno Apple riuscirà a farcela. L’orologio cui le persone sono affezionate è un’altra cosa, ed Apple Watch è troppo diverso, sia nell’aspetto, che nelle funzioni, per non parlare del prezzo. Non ha alcuna killer feature che la concorrenza non abbia, ed anche durante la presentazione si vedeva la fatica fatta nel tentativo di convincere la platea che fosse utile, con dei punti bassissimi raggiunti durante l’invio di margheritine alla moglie o del battito cardiaco alla fidanzata. Sarà che Apple mi ha abituato a qualcosa che non fosse solo fumo, ma in questo caso l’arrosto stento davvero a vederlo, e chiunque abbia un minimo di spirito critico ammetterà che di rivoluzionario, in questo Apple Watch, non c’è praticamente nulla. (Potreste citare il prezzo, volendo essere “ironici”, ma lascerò perdere le così facili battute.)

Nicola Ligas

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Un importante dirigente di HTC critica Samsung e Xiaomi ma loda Apple

Idris Mootee è l’uomo a capo della divisione marketing di HTC e ha una sua precisa visione del mondo degli smartphone: in una intervista Idris ha criticato Samsung che sarebbe incapace di creare un legame, una connessione sentimentale tra il prodotto e il consumatore. Questo collegamento sarebbe qualcosa che l’azienda di Taiwan ricerca fortemente, mentre Samsung sarebbe solo a caccia di profitti.

Il discorso di Idris continua tessendo le lodi di Apple, che sarebbe stata invece in grado di creare tale legame, tanto da rappresentare molto più di un brand di elettronica di consumo per i suoi utenti.

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Premesso che per qualsiasi azienda a scopo di lucro guadagnare è un imperativo (e ovviamente Samsung non fa eccezione), se da una parte Mootee ha ragione nel citare lo speciale rapporto che congiunge Apple ai suoi clienti, difficilmente possiamo accusare le altre aziende di non essere riuscite a creare qualcosa di simile, essendo questo tipo di connessione più unico che raro. Infine, Idris non risparmia nemmeno Xiaomi:

Non sono nostri avversari. Non penso che arriveranno mai negli Stati Uniti per un milione di ragioni che tutti conosciamo. Credo anche che il loro modello di business abbia vita breve.

Idris Mootee

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Motorola risponde ad Apple rendendo Moto 360 personalizzabile

Ieri sera Apple ha presentato Watch, la sua visione dello smartwatch moderno, e Motorola ha risposto prontamente oggi, non con un nuovo prodotto ma semplicemente rendendo personalizzabile il suo Moto 360. Lo strumento da utilizzare è Moto Maker, che dovrebbe presto arrivare anche in Italia (per il momento non ce n’è traccia, anche se potete provarlo in lingua inglese).

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Avremo così la possibilità di scegliere tra tre casse, grigio scuro, argento e champagne (quest’ultima a 30 dollari in più), vari cinturini sia in pelle che in metallo (a 50 dollari in più) e infine anche 11 watchface tra le quali selezionare quella che vedremo alla prima accensione.

L’efficacia però non è ancora paragonabile a quella degli smartphone, dove Moto Maker ci consente di rendere il Moto X davvero unico. In ogni caso speriamo che Motorola porti questa novità in Italia al più presto, magari con un successore di Moto 360, dato che la concorrenza non si è fermata.

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Apple Watch contro tutti: ecco una rapida comparativa tra smartwatch

Apple Watch è da poco realtà, ed ovviamente il primo pensiero dei concorrenti è quello di paragonarlo con i loro dispositivi. Ci sostituiamo quindi noi a loro, proponendovi una rapido specchietto che mette fianco a fianco lo smartwatch di Apple con tanti altri modelli della concorrenza, con Android Wear ma non solo.

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Il confronto è chiaramente incompleto, dato che mancano molti dati, in particolare anche per il nostro mercato, ma ci dà un primo indice di come Apple Watch si ponga rispetto alla concorrenza. La sua estrema varietà (ne esistono ben 38 modelli diversi: 10 Sport, 20 normali e 8 Edition) lo rende comunque difficile da paragonare agli altri, per non parlare del prezzo che in alcune varianti supera il migliaio di dollari.

Le funzionalità di Apple Watch invece non sembrano inarrivabili per la concorrenza, anche se come sempre la grande forza di Apple sono le app: molte sono già pronte ed altrettante arriveranno sicuramente a breve sullo smartwatch di casa, e queste potranno come sempre fare la differenza (o meno).

Vi lasciamo al breve confronto grafico, ma se voleste personalizzarlo ulteriormente vi invitiamo a cliccare in basso a sinistra su “see more details“, dato che è possibile includere solo quattro smartwatch tramite il widget qui sotto, nonostante ne avessimo inseriti molti di più nella comparativa.

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Google pubblica un mini spot per Android Wear, mentre Apple presenta il suo Watch

Apple Watch? Who cares! Questa è più o meno la reazione che ci immaginiamo nel quartier generale di Google (ok, forse non è proprio questa) in merito all’evento Apple che sta andando in onda in questo momento, e quindi quale momento migliore per rilasciare un nuovo spot per Android Wear?

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Sono solo 17 secondi di video, nessun annuncio particolare, e tanti colori. Ci vorrà più di questo per contrastare l’avanzata di Apple Watch, che molti analisti vedono come un successo annunciato, ma non è qui che ne parleremo. Per adesso vi lasciamo allo spot in questione, mentre la reazione del mondo Android alla proposta della Mela arriverà solo in seguito. E speriamo sia anche vigorosa.

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Huawei non ha paura dei competitor cinesi: l’obiettivo è Apple

Huawei è uno dei grandi nomi protagonisti di questo MWC, presentando diversi dispositivi interessanti tra cui l’atteso Huawei Watch, indubbiamente uno degli smartwatch più belli del panorama Android Wear.

In una lunga intervista concessa al Wall Street JournalRichard Yu, direttore della divisione consumer di Huawei, ha commentato a proposito delle altre aziende del mercato mobile, e non si è risparmiato aspre critiche ad alcuni dei più importanti competitor del mercato asiatico. Secondo Yu, Lenovo è troppo impegnata a puntare sul marketing e le vendite, piuttosto che all’innovazione e per questo non rappresenta un reale avversario. Per quel che riguarda Xiaomi, che recentemente si era giocata il titolo di terzo più grande produttore al mondo, Yu ha minimizzato sulla MIUI, sostenendo che “non è un granché”.

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Come forse ricorderete, Huawei non è nuova a questo genere di dichiarazioni coraggiose e anche in passato aveva dimostrato di voler puntare in alto: in quest’intervista concessa al MWC, Richard Yu ha spiegato che secondo lui HTC e LG possono essere facilmente messe da parte e i veri competitor sono quelli che dominano il mercato occidentale, in particolare Samsung e Apple.

A proposito dell’azienda coreana, commentando prima della presentazione di Galaxy S6 e basandosi sui rumor dei giorni precedenti, Yu aveva dichiarato che secondo lui il nuovo top di gamma di Samsung “non sarà troppo competitivo”.

In tutta l’intervista, Richard Yu ha evidentemente sparato in alto, dimostrandosi piuttosto sprezzante e sicuro delle proprie risorse: Huawei è certamente un’azienda in rapida ascesa, voi pensate che abbia esagerato o vi trovate in linea con le sue dichiarazioni?

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Google sfiderà Apple (e Samsung?) con un nuovo Wallet

Google Wallet, la proposta di BigG per i pagamenti via smartphone, non ha avuto successo negli Stati Uniti e negli altri paesi non è nemmeno arrivato, ma presto il servizio potrebbe rinnovarsi completamente per lanciare la sfida ad Apple Pay secondo quanto riporta il Wall Street Journal.

Sia chiaro che non ci sono indizi riguardanti un’espansione globale di Wallet, ma se Google vuole competere seriamente con Apple dovrà pensarci. L’azienda di Mountain View starebbe stringendo partnership con banche, operatori telefonici (che riceveranno un piccolo compenso per ogni pagamento effettuato), produttori di smartphone oltre a Visa e Mastercard per questo nuovo servizio, che dovrebbe andare oltre il semplice tap & pay.

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Non sarà un compito facile per Google, dato che Samsung, il più grande produttore di smartphone Android, sta per lanciare una propria soluzione e non sarebbe quindi particolarmente incentivata a spingere la soluzione di BigG. I vantaggi per l’azienda di Mountain View sarebbero enormi: prima di tutto perché avere una lista degli acquisti effettuati dagli utenti consentirebbe di migliorare i suoi annunci pubblicitari e in secondo luogo perché se i pagamenti su iPhone diventeranno diffusi ciò potrebbe portare utenti verso Apple.

Inoltre il maggior controllo che Apple esercita suoi propri smartphone gli consente di saltare l’approvazione degli operatori, con i quali Google deve invece patteggiare. Insomma, non sarà facile per Google Wallet 2.0 riuscire a ritagliarsi la propria fetta di mercato, ma vedremo cosa BigG sarà in grado di offrire; sperando nel suo arrivo anche in Europa.

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Motorola risponde ad Apple: i loro prezzi sono esorbitanti!

In un’intervista con The New Yorker, John Ive, noto designer di Apple, ha pizzicato Motorola, pur senza citarla, esprimendo il suo dissenso su Moto Maker:

La loro proposta è “Rendilo come vuoi. Scegli il colore che preferisci” ma penso che questo sia come abdicare dal tuo ruolo di designer.

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Rick Osterloh, attualmente presidente di Motorola, ha risposto alla BBC affermando che l’utente dovrebbe essere coinvolto nel processo di design, e aggiungendo:

Esiste una dicotomia in questo mondo, dove c’è gente come Apple che fa pagare prezzi esorbitanti e ne guadagna un sacco. Noi pensiamo che non sia questo il futuro. Crediamo in un futuro che possa offrire esperienze simili e una grande scelta per i clienti ad un prezzo accessibile.

La strategia di Motorola si è rivelata buona per il momento, con le vendite che sono decollate durante lo scorso anno, ma non dimentichiamo che Apple detiene l’86% di tutti i profitti nel mercato smartphone dunque anche la sua politica si è rivelata vincente.

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