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OnePlus One non avrà gli auricolari copiati da quelli di Apple
14:57 | 18 aprile 2014

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Auricolari OnePlus One 2

Nel pomeriggio di ieri erano circolate alcune immagini di una coppia di auricolari attribuiti all’ormai prossimo OnePlus One, davvero molto, molto simili a quelli di iPhone. Carl Pei, fondatore dell’azienda, ci tiene invece a chiarire che le cose non stanno affatto così.

LEGGI ANCHE: Questi gli auricolari di 1+1?

The leaked headphones look like cheap copies from a certain fruit company, and we’ll not be selling those.
The OnePlus One will not come in white and red.

Gli auricolari trapelati sembrano solo una copia a basso costo di una certa azienda fruttata, e noi non li venderemo.
Lo OnePlus One non sarà disponibile in bianco e rosso.

Pei prende insomma le distanze dai leak di ieri, e nonostante rosso e bianco siano un po’ i colori della sua azienda, conferma anche che lo smartphone non sarà disponibile in rosso e bianco, per l’appunto. In effetti non abbiamo saputo più nulla di varianti cromatiche e materiali della cover posteriore, e saremmo molto curiosi di sapere quali saranno disponibili al lancio e a che prezzo.

Ringraziamo Fabrizio per la segnalazione.

Nota a margine a proposito dei costi: un “canarino” ci ha bisbigliato che il prezzo finale di OnePlus One potrebbe essere inferiore di qualche decina di Euro ai 350 comunicati ufficialmente. Dato che l’azienda ha indicato un costo inferiore a 350€, tutti hanno subito pensato a 349€, ma sembra che OnePlus stia cercando di spingersi ancora più in basso. Per quanto riguarda invece la variante da 64 GB, si parla di 449€, ma anche in questo caso la cifra non è definitiva. Se l’azienda riuscirà o meno nella sua opera di “limatura”, lo scopriremo tra qualche giorno.

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Apple prova a brevettare lo sblocco dello schermo… Di Android!
21:56 | 17 aprile 2014

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apple-pattern-unlock

L’immagine d’apertura lascia pochi dubbi al riguardo: è impossibile non pensare, vedendola, alla sequenza di sblocco di Android con i nove punti e Apple ha depositato un brevetto proprio per cercare di accaparrarsi un simile (ma non identico) metodo per sbloccare il lockscreen.

LEGGI ANCHE: Apple vs Samsung: ricomincia il processo

L’implementazione di Apple infatti è lievemente differente e offre più possibilità rispetto a quella di Android, con la presenza di quattro punti invisibili, oltre ad essere in grado di tenere conto delle varie pause. Detto ciò, potremmo vederla come un’evoluzione del sistema presente da anni nel robottino verde che non rappresenta di certo un’innovazione tale da essere considerata proprietà intellettuale.

Di sicuro è quantomeno bizzarro vedere Apple depositare un brevetto che sa così tanto di copia mentre in California si tiene il secondo round del processo contro Samsung, accusata proprio di aver copiato il sistema operativo dell’azienda di Cupertino.

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Sony compie il sorpasso su Apple e diventa il secondo più grande produttore indiano
13:56 | 6 aprile 2014

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Apple Sony

Sarà un piccolo traguardo che comunque non ha un grande significato, ma il sorpasso di Sony ai danni di Apple in India può dare sicuramente morale all’azienda giapponese, pur con la consapevolezza che questa vittoria è dovuta alla diffusione degli smartphone nella fascia economica tra i 120€ e i 240€ (in particolare Xperia M Dual e Xperia C), fascia nella quale Apple.

Sony tocca così quota 9,1% nel mercato indiano, precedendo la mela morsicata al 7%, entrambe ben lontane però da Samsung, come al solito dominatrice incontrastata del mercato con il suo 43% di marketshare.

LEGGI ANCHE: Sony in crescita nel settore mobile

Il secondo posto di Sony però non è in cassaforte: l’arrivo di Nokia X sul mercato potrebbe rappresentare una minaccia concreta, per non parlare del possibile rilancio dell’iPhone 4 di Apple e della serie Canvas di Micromax, un produttore indiano.

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Samsung si difenderà dal processo con Apple tirando in ballo Google
21:56 | 2 aprile 2014

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apple-vs-samsung-fight

A breve si svolgerà il processo d’appello tra Apple e Samsung e l’azienda coreana sembra intenzionata ad adottare una diversa strategia difensiva rispetto a quella utilizzata nel primo round, perso da Samsung.

L’obiettivo sarà infatti far comprendere alla corte che molti dei brevetti violati sono parte di Android più che della interfaccia Touchwiz che Samsung ha implementato nei propri prodotti. Non per nulla uno dei dispositivi sotto accusa è il Galaxy Nexus, uno smartphone il cui software è Android stock, lo stesso che si può trovare nell’AOSP, dunque in questo caso non sarebbe stata Samsung a violare i brevetti.

LEGGI ANCHE: Ricomincia il processo tra Samsung e Apple

Il produttore coreano inoltre sottolineerà come abbia differenziato i propri prodotti rispetto ad Apple, puntando sul pennino come nella serie Note e su una dimensione del display maggiore rispetto agli smartphone della mela morsicata. Inoltre, sempre secondo la difesa di Samsung, i consumatori non scelgono il proprio telefono in base a come si sincronizza in background o allo slide to unlock (due dei brevetti sotto accusa) ma in base a funzionalità ben più importanti.

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Ricomincia il processo tra Apple e Samsung: chi la spunterà?
19:56 | 31 marzo 2014

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Rieccoci nuovamente al punto di partenza: pensavate fosse tutto finito? Vi sbagliavate di grosso, perché sta per cominciare il processo d’appello tra Samsung e Apple, disputa persa dall’azienda coreana che proverà a rifarsi stavolta, cercando di evitare di dover pagare i 930 milioni di dollari di multa.

A dimostrazione di come la tecnologia si muova più velocemente delle sentenze, i dispositivi che rischiano il ban dagli Stati Uniti sono praticamente tutti fuori commercio o comunque a breve lo saranno (Galaxy S II, Samsung Galaxy S3, Galaxy Note II e altri ancora, nessuno dei quali presentato durante il 2013).

I brevetti incriminati sono sempre i soliti e riguardano i link contestuali dal testo (analizza il testo fornendo link per inviare mail o chiamare), la ricerca universale, lo slide-to-unlock, la sincronizzazione dei dati e i suggerimenti per il correttore automatico.

LEGGI ANCHE: Samsung dovrà pagare 930 milioni ad Apple

Riuscirà Samsung a spuntarla questa volta? Questo ancora non lo sappiamo ma si dice che l’azienda coreana potrebbe avere un potente alleato al suo fianco: Google, con le testimonianze di Andy Rubin e altri tra i più importanti membri del team Android; che faccia parte del patto tra Google e Samsung?

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Apple sta considerando l’idea di lanciare un’app iTunes per Android
16:56 | 22 marzo 2014

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DSC05612

A quanto pare i guadagni registrati da Apple per quanto concerne le vendite di musica tramite iTunes sono in continuo declino e, secondo le ultime indiscrezioni pubblicate da Billboard, parrebbe proprio che la società stia considerando di lanciare un’applicazione di iTunes dedicata ad Android. Quale modo migliore effettivamente di dare un nuovo slancio alle vendite se non quella di proporsi in un mercato che conta milioni di dispositivi attivi?

LEGGI ANCHE: Il parlamento europeo approva uno standard unico di ricarica per smartphone e tablet

Dopotutto Google ha già fatto la sua mossa in tal senso, lanciando Google Play Music per iOS, ma bisogna considerare che la piattaforma di casa Apple può già contare su altri applicativi realizzati da Big G, mentre la stessa cosa non si può dire del sistema operativo del robottino verde che per il momento si mantiene ben distaccato dall’ecosistema della mela morsicata. Nonostante la presenza di iTunes Radio la maggior parte dei profitti di iTunes provengono dalla vendita di single e album, e lanciarsi nella mischia di servizi quali Spotify, Amazon MP3 o lo stesso Play Music potrebbe sembrare una mossa azzardata ma, come abbiamo detto in apertura, precludersi un tale bacino di utenza potrebbe in realtà dimostrarsi una mossa sbagliata più che azzardata. Si tratta comunque, da quanto riporta la fonte, di una situazione ancora allo stato embrionale, e potrebbero quindi passare mesi prima che si senta ancora parlare di questa evenienza.

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Samsung dovrà pagare 930 milioni di dollari ad Apple, ma un nuovo processo è già alle porte
10:56 | 7 marzo 2014

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A più di un anno dalla “storica” sentenza del caso Apple contro Samsung, la mela morsicata vince definitivamente il braccio di ferro con i coreani, che dovranno pagare all’azienda di cupertino 930 milioni di dollari, ma che per loro fortuna hanno evitato la messa al bando di qualsiasi dispositivo coinvolto nella vicenda.

LEGGI ANCHESamsung dovrà pagare oltre 1 miliardo di dollari

Tutto sommato “è andata bene” a Samsung, che pagherà un’ammenda comunque inferiore (929,8 milioni di dollari, per la precisione) a quella inizialmente prevista (1,05 miliardi), e che non incorrerà in sanzioni su nessuno dei 29 dispositivi richiesti da Apple. Tutto finito quindi? Neanche per sogno.

Dato che comunque non è stata raggiunta un’intesa tra le due aziende, le due parti si incontreranno nuovamente a fine mese di fronte all’ormai celebre giudice Koh, ed un secondo processo è già all’orizzonte. Tra i dispositivi coinvolti annoveriamo il Galaxy S III ed altri ancora più recenti, quindi non è affatto escluso che si possa andare su cifre affini se non superiori a quelle relative al primo processo, che si è appena concluso.

Se pensavate insomma che la “guerra dei brevetti” fosse giunta al termine, dovrete purtroppo ricredervi.

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Apple annuncia CarPlay e batte sul tempo il Google Projected Mode
11:57 | 3 marzo 2014

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apple-icar-m1

Mentre Mercedes-Benz ci svela il Google Projected Mode, che conferma l’impegno di BigG nel settore dell’automotive, Apple annuncia formalmente l’arrivo di un suo sistema per integrare iPhone sugli autoveicoli, in particolare quelli di marchi di lusso, come Ferrari, Mercedes e Volvo. Apple non vuole comunque fare l’elitaria, non in questo caso almeno, ed in futuro arriveranno anche BMW, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Land Rover, Kia, Mitsubishi, Nissan, Peugeot, Citroën, Subaru, Suzuki e Toyota, assicurando al sistema per auto della mela di potersi trovare pressoché su qualsiasi veicolo (con buona pace di FIAT).

LEGGI ANCHE: Google Projected Mode

Tra le funzionalità di CarPlay annoveriamo ovviamente la navigazione stradale basata su Siri, unita alle classiche funzioni da smartphone, come contatti, chiamate, notifiche e musica, grazie anche a Spotify e iHeartRadio. Il sistema sarà integrato direttamente con comandi al volante e con un touchscreen a bordo, ma non è escluso che possano arrivare variazioni sul tema.

Il 2014 sembra insomma l’anno delle smart-car, con i due principali colossi del settore pronti a darsi battaglia; speriamo solo che poi non pretendano di farci cambiare veicolo con la stessa facilità con cui cambiamo uno smartphone, o il nostro conto in banca potrebbe avere parecchio da ridire.

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LG afferma che Knock Code è più sicuro rispetto a Touch ID di Apple
09:56 | 18 febbraio 2014

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Spesso le soluzione migliori sono quelle più semplici: con la presentazione di G Pro 2, LG ha introdotto nel software anche un nuovo metodo di sblocco che sfrutta la famosa funzionalità Knock: immaginate di avere quattro pulsanti sul display del vostro dispositivo, e di poter creare una combinazione da 2 a 8 tocchi. Inoltre questo metodo è tra i pochi che non richiede di dover premere il pulsante di accensione del display prima di poterlo inserire, rendendolo più veloce di molti altri.

LEGGI ANCHE: Come funziona il lettore di impronte di Galaxy S5

LG inoltre si spinge avanti tanto da dire che questo metodo sarebbe anche più sicuro rispetto al sensore biometrico presente sull’iPhone 5S di Apple. Non staremo ad argomentare i lati per i quali uno è meglio dell’altro, ma dobbiamo ammettere che la soluzione di LG, che in fondo non è altro che una evoluzione di Knock, è davvero interessante.

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La lunga mano di Apple sulla rimozione di Themer dal Play Store, la lentezza di Google, e l’incertezza sul suo rientro
23:56 | 10 febbraio 2014

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themer rimosso

Avevamo già visto sul finire della scorsa settimana come Themer, la nota app per la personalizzazione delle nostre home sviluppata da MyColorScreen, fosse misteriosamente sparita dal Play Store, nonostante promettesse di tornarvi a breve. I giorni sono passati, le promesse sono continuate, però non si sono avverate, e oggi apprendiamo la verità circa le cause che hanno allontanato Themer dal Play Store.

LEGGI ANCHEThemer rimossa dal Play Store

La colpa è di Apple, ma la lentezza è tutta di Google

Sì, “il mandate” è Apple e una nuova infrazione di brevetti, questa volta relativi alle icone di uno degli oltre 200 temi presenti nell’app (“Seven”, per la precisione), ma la ragione per cui Themer non è ancora tornato sul Play Store non ha nulla a che fare con gli uomini di Cupertino. Gli sviluppatori dell’app hanno infatti prontamente rimosso il tema incriminato, sperando in un rapido rientro, e gli avvocati della mela si sono rivelati “very nice, reasonable, and helpful“, al contrario dell’assistenza di Google.

BigG segue infatti sempre uno stesso iter per i casi di questo genere, e nonostante Themer abbia adempiuto tempestivamente alle richieste di Apple, i tempi di Google non possono essere accelerati in alcun modo. La cosa più frustrante è che non è chiaro chi gli sviluppatori dovrebbero contattare in questi casi, col risultato che sono state inviate decine di email a persone che probabilmente non sono nemmeno in grado di fornire assistenza.

Questo ci porta quindi alla domanda: quando tornerà Themer? Con l’attenzione mediatica sollevata, ci verrebbe da dire “presto”, ma non ci sono garanzie. Qualcuno da Google deve prima verificare che l’app sia in regola, seguire il loro protocollo, e ripubblicarla sullo store; ora come ora, probabilmente, Themer è ferma in coda in mezzo a tante altre, e non possiamo sapere quanto a lungo ci rimarrà.

La buona notizia è che gli sviluppatori non si sono fatti scoraggiare e già promettono la versione 1.0, la prima release stabile di Themer; non sarà però rilasciato alcun apk nel frattempo, perché giustamente non vogliono avventurarsi fuori dai canali ufficiali, quindi non ci resta che attendere che questi ultimi si diano una mossa.

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